La teoria dei cucchiai applicata alla vita di coppia.

Domenica 9 Luglio 2017

Non e’ facile gestire il lupus.

Non e’ facile avere una relazione quando si ha il Lupus perche’ e’ difficile stare accanto a una persona che ha delle risorse limitate. In piu’ se quella persona sono io e’ persino peggio in quanto ho anche un carattere di merda.

Oggi piu’ del solito. Oggi e’ gia’ una giornata di merda e ho solo aperto gli occhi.

Sono le 9.20. Non so come cazzo sia possibile visto che non mi sveglio mai piu’ tardi delle 7, ma il fatto che le galline stessero urlando alle 5 puo’ aver inciso. Sono nera. Tutte le mie solite stronzate yogiche sulla positivita’, l’affrontare le cose negative come un momento di crescita e concentrarmi sul respiro sono svanite nel nulla. Anzi non mi risulta di aver mai pensato niente del genere.

Ora sono solo incazzata e spaventata perche’ so cosa significa svegliarsi tardi. Significa che sara’ una giornata di merda perche’ adesso ho fame e sono stanca e rincoglionita e non ho la forza di fare i saluti al sole prima di colazione. Questo unito all’aver preso le pastiglie piu’ tardi del solito si tramutera’ in dolori alle articolazioni. Inoltre ho saltato l’appuntamento con il mio intestino che continuera’ ad assorbire tossine che mi faranno venire mal di testa. Oggi Francesco e’ a casa quindi devo fare in modo di prendere le precauzioni necessarie affinche’ il mio malessere non si trasformi in un litigio.

Quando ho pensato tutte queste cose decido finalmente di alzarmi. Prendo il gastroprotettore e preparo la colazione. Mentre aspetto i religiosi 20 minuti prima di mangiare guardo Francesco fare colazione e inizio a programmare la giornata.

“Allora Fra decidiamo ora cosa vogliamo fare”

Lui mi guarda sconsolato come a dire ‘fammi almeno fare colazione in pace’.

Io continuo

“quindi e’ una bellissima giornata ma ieri eravamo tutto il giorno al mare e francamente oggi ne farei a meno. Se proprio vuoi andarci dobbiamo saltare qualcos’altro. Non mi sono allenata neanche ieri quindi se per te va bene oggi farei un pochino di yoga pero’ devi mettere in conto che potrei non essere in grado di aiutarti a fare la cena o ad apparecchiare.”

“non c’e’ problema per quello”

“Si mi dici sempre che non c’e’ problema poi ti dimentichi e mi vedi seduta sul divano mentre sei indaffarato in cucina e mi dici ‘cosa fai apparecchi??’ e quello mi fa stare male lo sai. Se e’ un problema non mi alleno ma oggi e’ una giornata no e voglio essere sicura che lo sai da ora cosi’ non litighiamo.”

“ok”

Posso tirare un respiro di sollievo ora. Ho messo le mani avanti e posso fare a poco a poco le cose e anche se finisco i cucchiai/le energie molto presto almeno ho avvisato. Prendo le mie pastiglie e mi alzo.

Optiamo per stare a casa e passare in rassegna tutte le magliette per decidere cosa regalare. Dopo aver dato da mangiare alle galline e steso la roba ci sediamo sul pavimento della nostra ‘spare room’ e decidiamo se ogni singolo capo ci rende felice o meno. E’ un processo stancante fisicamente ed emotivamente ma riusciamo a concludere. Mentre io riordino le ultime cose Francesco prepara il pranzo io apparecchio. Dopo aver mangiato lui mi fa la fatidica domanda:

“vuoi il caffe’?”

Sono combattuta. Lo so che per voi NORMALI non c’e’ molto da riflettere su questa domanda ma per me e’ un vero e proprio dilemma. Se dico di no la mia giornata potrebbe finire qui’. Se dico di si e’ come una carta di credito: posso fare molto di piu’ oggi ma dovro’ pagare con gli interessi domani.

Opto per il caffe’. Dopo pranzo andiamo a raccogliere delle prugne selvatiche dietro casa mentre le galline pascolano felici, estirpiamo le erbacce e parliamo moltissimo. Oggi abbiamo deciso di tenere i cellulari spenti e la differenza e’ incredibile. Verso le 4 Fra va in palestra e io decido di fare yoga sul prato. I miei movimenti sono lenti e controllati. Ascolto il mio corpo senza pregiudizi e mi rendo conto che sono estremamente forte e flessibile. Il caffe’ sta funzionando ma non voglio esagerare. Dopo una ventina di minuti mi sdraio a guardare il cielo azzurro.

Mi sento estremamente fortunata e penso che nonostante tutto ho passato una bellissima giornata.

Rifletto sul fatto che spesso non e’ lo stare male che mi blocca ma la paura di stare male. Mi fa sorridere quando le persone dicono che mi ammirano perche’ io non ho paura di niente e sarebbero sopresi di scoprire quante volte provo un terrore paralizzante davanti a cose semplici come andare a fare la spesa perche’ cerco di fare una scansione del mio corpo per capire se posso farcela ma purtroppo non sempre ci azzecco. Spesso mi butto e le faccio lo stesso, alter volte seleziono cosa e’ fondamentale e mi rende felice e faccio solo quello. Altre ancora organizzo le cose in modo da poter essere sempre al sicuro nel caso mi sia sbagliata ( es. Fare yoga in salotto piuttosto che andare a fare una corsa da cui potrei non riuscire a tornare).

Rifletto sullo yoga e la meditazione e su come queste discipline mi aiutino nei momenti difficili. Se fossi stata equanime avrei passato una bellissima giornata saltando la parte del terrore e dell’ansia. Sono grata di essere venuta a contatto con questi insegnamenti anche se spesso non riesco a metterli in pratica. Sono grata per il cielo azzurro, il cinguettio degli uccellini, il mio respiro e in parte anche per il caffe’ ma soprattutto perche’ anche oggi ho imparato qualcosa.

Torno dentro, piego la roba pulita e la stiro, apparecchio e vado a farmi la doccia. Il mio corpo chiede pieta’ ma il mio cervello e’ iperattivo e qualcosa mi dice che sara’ una notte difficile.

Sono nuda seduta sul wc che guardo la doccia con la stessa intensita’ di un ninja warrior che deve fare l’ultima salita per premere il pulsante. E’ l’ultimo sforzo so che posso farcela ma nonostante stia mandando l’impulso le mie gambe non si muovono. Decido di dondolarmi all’indietro e mi alzo con un ‘oppala’ mentale. Dopo la doccia opto per una vestaglia molto sexy perche’ bisogna aprofittare di questi 30 gradi inglesi inoltre ho sempre una riserva di energie per il sesso.

Scendo a cena. Mentre mangio Fra mi chiede come sto e poi aggiunge

“ non e’ che ti va di….”

Mi guarda. Io lo guardo. Entrambi sembriamo sapere cosa sta pensando l’altro ma con Francesco non si puo’ mai sapere quindi non mi sbilancio.

“di?”

Ora non e’ piu’ cosi’ sicuro di volerlo dire e sussurra..

“….uscire?”

Rido. Rido forte come se fosse la piu’ divertente delle battute. Rido per non piangere, per non litigare, per non lasciare che la solitudine mi inondi. Ride anche lui timidamente e non aggiunge altro.

Non gliene faccio una colpa. Non capisce cosa vuol dire essere me e gli auguro di non capirlo mai.

Il cielo azzurro e lo yoga mi hanno cambiato l’umore e non mi arrabbio. Di solito proverei un terribile senso di colpa per non essere uscita ma non oggi.

Oggi sono stata chiara e non me lo merito.

La notte passa insonne come previsto ma l’insegnamento e’ ancora fresco e non penso troppo a come staro’ domani. Dopotutto ieri non ho avuto dolori o mal di testa quindi anche io sbaglio spesso le previsioni.

Mentre scrivo e’ Lunedi’ e io sono pronta ad affrontare la giornata un minuto alla volta. Senza caffe’, senza pregiudizi, senza l’illusione di essere capita, senza avere la presunzione di sapere cosa mi dira’ il mio corpo ma ascoltando con la mente aperta.

Buona giornata Ele.

Author: Random.

I consider myself I Mind-explorer. I explore my own and other people's. I am also a nurse, dancer, stand up comedian , sister , daughter , happiness coach but most of all someone not easy to define. Mi reputo un'esploratrice mentale. Esploro la mia mente e quella degli altri. Sono anche un'infermiera, ballerina, comica, sorella, figlia , allenatrice di felicita' ma piu' di tutto sono una persona difficile da definire.

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